Legge 40. L’Europa ha fatto giustizia.

di Rita Cinti Luciani
responsabile pari opportunità PSI 


L’Europa ha fatto giustizia bocciando la legge 40, normativa sulla procreazione ingiusta, risultato di una politica sbagliata che viola i diritti delle persone in particolare delle donne.

La legge che impone l’impianto di tre embrioni impedendo una diagnosi preimpianto, ha costretto nel caso di grave malattia del feto trasmessa geneticamente dai genitori a ricorrere all’aborto che rappresenta sempre, in ogni caso per una donna un scelta dolorosissima. Quindi una sentenza corretta e civile, un monito che l’Europa ancora una volta ci fa in materia di diritti civili. Questo dovrà portare le forze politiche e il Parlamento a riaffrontare il tema con una nuova legge, una legge che tenga conto delle conoscenze scientifiche e tecnologie a disposizione per tutelare il desiderio di maternità e paternità attraverso una regolamentazione giuridica che si preoccupi di tracciare i percorsi più corretti all’interno del servizio sanitario senza trasformare i principi religiosi in norme dello Stato. Questo è un tema che certamente riguarda laici e cattolici, è un tema che va affrontato con coscienza ma con coerenza e rispetto per i diritti umani.

L’ex ministro Sacconi auspica il ricorso dello Stato contro la sentenza e parla di “prendere surrettiziamente la via della selezione genetica”, affermazione strumentale e faziosa che evidentemente non tiene conto del fatto che le analisi si fanno solo su gravi patologie che possono essere trasmesse dai genitori. 

Nei fatti da quando questa legge è stata approvata ha solo penalizzato le coppie con desiderio di avere dei figli che non potevano permettersi di andare all’estero. Una storia iniziata nel 2004 con veri tentativi di modifica, dibattiti a non finire e un referendum che non ha raggiunto il quorum, oggi per fortuna l’Europa ha fatto giustizia.


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Pia Locatelli (PSI) eletta presidente onoraria Internazionale Socialista Donne

Pia Locatelli, è la prima presidente onoraria dell’Internazionale Socialista Donne, eletta a Città del Capo, Sudafrica, dalla prima giornata del ventesimo Congresso dell'Organizzazione, cui seguira' quello dell'Internazionale Socialista che si concludera’ l'uno di settembre.
Un successo che premia la capacita' e l'impegno gia' espressi da Locatelli nei nove anni, eletta nel 2003 in Brasile e riconfermata al congresso di Atene nel giugno 2008, in cui e' stata presidente dell'Internazionale Socialista Donne (Socialist International Women) e vicepresidente dell’Internazionale socialista (Socialist International).

L' Internazionale Socialista Donne sarà guidata dalla presidente  Ouafa Hajji, Socialist Union of Popular Forces, Marocco (nella foto in basso) e dalla segretaria generale Marije Laffeber Labour Party, Olanda

UN CHIARO IMPEGNO PER L’APPROVAZIONE DELLA LEGGE CHE REGOLA LE UNIONI CIVILI

“Leggendo delle nozze di Barney Frank, il deputato del Congresso degli Stati Uniti che, promuovendo la legge sul controllo di Wall Strett, ha evitato ulteriori disastri per la finanza mondiale, mi chiedo: perché, nel 2012, un fatto così naturale qual è l’unione di due persone che vogliono costruirsi una famiglia deve fare notizia?” afferma il Consigliere Regionale Socialista Rita Moriconi 
“La risposta è ovvia: perché si tratta di due uomini e dunque, come ogni volta che questo accade, nel nostro Paese si scatena il solito e ormai stucchevole dibattito sulla mancanza di una legge che regoli le Unioni Civili che permetta finalmente alle persone dello stesso sesso di costruirsi una famiglia; e ogni volta torna a ripetersi, con un ritornello stanco quanto inutile, che in Parlamento giacciono nel dimenticatoio decine di proposte di legge in tal senso”. 

Scuola e merito

di
Maria Squarcione
Responsabile Nazionale Scuola PSI


Oltre al tema del merito, che in questi giorni è stato oggetto di un "pacchetto" di proposte legislative da parte del Ministro Profumo e che saranno all'esame del Consiglio dei Ministri la prossima settimana, il PSI ritiene che sia necessario favorire anche l'innalzamento del livello culturale medio dello studente italiano.
Oggi, oltre al merito dei migliori, il tema è anche questo, come è verificabile in ogni àmbito, formativo o professionale, dove le carenze di base emergono con sconcertante evidenza e sorprendente ampiezza.
Per cercare di ottenere questo risultato, in questo periodo storico, sarebbe utile contrarre e anticipare di un anno la scuola elementare; ampliare di due anni (portarla da tre a cinque) la scuola media inferiore, rendendola la vera ossatura informativa della scuola italiana; mantenere i cinque anni di quella superiore, abolendo l'organizzazione in classi e strutturandola in base a corsi fondamentali dell'indirizzo prescelto e propedeutici, aperti anche ad altri indirizzi.

Doppia preferenza di genere : primo risultato importante



La Camera dei Deputati ha dato il via libera alla proposta di legge sul riequilibrio della rappresentanza di genere nei Consigli e nelle Giunte. Una legge che rappresenta senza dubbio un passo importante per superare la mancanza di una rappresentazione adeguata delle donne al governo del Paese.
Con questa normativa gli elettori potranno esprimere due preferenze purchè di genere diverso. Viene introdotta inoltre una norma per garantire pari opportunità nella composizione delle commissioni di concorso negli enti pubblici. Le socialiste e i socialisti da tempo sostengono la necessità di introdurre normative che rilancino la politica con un messaggio nuovo per il Paese e ridia slancio alla partecipazione attiva dei cittadini alla cosa pubblica attraverso un progetto che incarni i principi di serietà, merito e pari opportunità. Solo una politica che dia spazio anche alle donne e ai giovani in un’ottica di rilancio di idee e progetti può far superare questo periodo di stagnazione e crisi che ha portato anche molti elettori a non esercitare più il diritto di voto. Il testo è ora al Senato.


Rita Cinti Luciani
Responsabile Nazionale Pari Opportunità Partito Socialista Italiano

Scuola

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Vi attendo numerosi
Maria Squarcione
Responsabile Nazionale Scuola PSI 
All'indomani della strepitosa vittoria socialista in Francia - grazie ad un candidato che anche nel dibattito "faccia a faccia" con il suo avversario ha mostrato una grande competenza e sensibilità nei confronti dell'istruzione pubblica - si apre la nuova pagina ufficiale del Partito Socialista Italiano dedicata alla scuola.
Questo sarà il luogo di discussione e dibattito che il Partito destinerà ai temi dell'Istruzione, della Scuola, dell'Università, della Cultura e rappresenterà lo spazio per riflessioni, ma soprattutto per proposte ed iniziative, a testimonianza della centralità di questi temi per la politica socialista italiana, consapevole che la Scuola oggi è un'emergenza nazionale.
La base di questa politica è rappresentata dalla condivisione da parte nostra della finalità stabilita dall'Unione Europea sul contrasto nei confronti dell'abbandono scolastico precoce, che è il primo fondamentale tassello per il rilancio della scuola e dell’occupazione italiana del Terzo Millennio.
Il Partito Socialista Italiano è storicamente impegnato a favore della scuola pubblica e la prima battaglia che oggi vuole condurre è quella contro l’abbandono scolastico precoce: per dispersione scolastica si intende quel fenomeno che riguarda persone tra i 18 e i 24 anni che hanno un’istruzione secondaria inferiore o anche meno e che non sono più in formazione. In base ai dati ISFOL 2011, questo è un fenomeno che interessa più di 6 milioni di giovani nell’Unione Europea, pari ad una percentuale del 14,4% e che in Italia riguarda il 19,2%. Questo tasso così elevato l’Italia lo condivide con la Romania, con Malta, con il Portogallo e con Cipro, mentre 8 stati membri hanno già raggiunto il traguardo del 10%: Austria, Repubblica Ceca, Finlandia, Lituania, Slovenia, ecc…
Questo interesse è in linea con le finalità dell’Unione Europea che tra i cinque obbiettivi individuati nella strategia "Europa 2020" ha compreso quello di ridurre la dispersione precoce al di sotto del 10% per rompere il circolo vizioso della esclusione sociale, della povertà e della miseria e per favorire una crescita intelligente, sostenibile ed inclusiva. L’azione dunque dovrebbe essere quella di attuare, dopo il monitoraggio e l’individuazione dei principali fattori di abbandono, politiche di prevenzione, di intervento e di compensazione, cioè di seconde chances, anche per gli adulti.

Joyce Banda è la Presidenta del Malawi


Da sabato 7 aprile una donna, Joyce Banda ex vicepresidente, ha giurato ed è la prima Presidente donna di un Paese dell’Africa australe: il Malawi. Pedagogista, fin dagli anni 90’ si è impegnata a fondo per lanciare un programma teso a favorire l’istruzione femminile nel suo Paese fondando un’associazione che si occupa anche di infanzia in difficoltà. Ha ottenuto numerosi riconoscimenti in campo internazionale ed è stata anche ministra degli Esteri e del Welfare prima di assumere l’incarico di vicepresidente. Il secondo capo di Stato africano dopo la liberiana premio Nobel per la Pace 2011 Ellen Johnson Sirleaf. 
Quella di Banda è stata una successione un po’ travagliata come del resto sempre per le donne in politica, ma ieri dopo aver giurato ha presieduto il suo primo Consiglio dei ministri ottenendo il suo legittimo ruolo. Questo a confermare quanto spesso sostenuto, che in molti altri paesi compresa l’Africa le donne stanno assumendo ruoli di primo piano per quanto concerne i processi decisionali politici, sociali ed economici. L’auspicio è che anche l’Italia tragga insegnamento da quanto avviene nel resto del mondo e a parità di competenze e meriti dia alle donne il giusto ruolo. D’altra parte anche il nostro Presidente Napolitano l’ha auspicato pochi giorni fa. 
L’augurio a Joyce che possa continuare ad essere la paladina dei diritti umani attuando le giuste riforme per il progresso del suo Paese.

Rita Cinti Luciani
responsabile nazionale pari opportunità PSI